Memoria, equilibrio e attenzione: cosa succede mentre impariamo un passo nuovo

Chi entra in sala per la prima volta pensa di venire a muovere i piedi. Poi la lezione comincia e si accorge che la parte più impegnata è la testa.

Una sequenza da ricordare

Un ballo è fatto di passi in un certo ordine: bisogna tenerli a mente, riconoscerli quando tornano e ricordare cosa viene dopo, mentre la musica va avanti e non aspetta nessuno. È un allenamento della memoria continuo, ma non sembra un esercizio: sembra una serata. E andando avanti le figure diventano tante, si combinano, finché il corpo se le ricorda da solo — come per la bicicletta.

L'equilibrio si allena spostando il peso

Ballare vuol dire passare il peso da un piede all'altro, girare, cambiare direzione, fermarsi a tempo: un'ora di controllo del corpo che non sembra ginnastica. Conta soprattutto con gli anni, perché la stabilità non si perde di colpo, si perde quando si smette di metterla alla prova.

È un allenamento anche per la coppia

Ballare insieme vuol dire capirsi senza parlare: uno propone, l'altra risponde, e per farlo bene ci vuole feeling. Si impara ad ascoltarsi, ad aspettarsi, a fidarsi — cose che poi restano anche fuori dalla pista. E non ci si chiude in due: in sala si balla con tutti, si cambia partner, si conosce gente nuova. È uno dei modi più semplici che esistano per allargare il giro delle amicizie.

Lo dice anche la ricerca

Uno studio americano pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha seguito per anni un gruppo di persone anziane, ha trovato che fra le attività fisiche del tempo libero il ballo era quella associata al minor rischio di declino cognitivo. Il motivo è semplice: mette insieme movimento, musica, memoria, attenzione e un'altra persona. Poche cose lo fanno tutte insieme.

E poi c'è il resto

Quello che nelle ricerche non si misura: si ride, si sbaglia, si ricomincia, si esce di casa anche la sera che non ne avresti voglia. Probabilmente è il vero motivo per cui chi comincia, poi continua per anni.